Mesi di lavoro e interviste alla faccia delle Vanity Metrics

fattura

Cinquecento fatture eseguite in poco meno di cinque mesi. Lasciate perdere la misurazione delle vanity metrics: like, followers o condivisioni, ciò che conta veramente è il numero di fatture che erogate

Lo so, predico bene ma razzolo male. Lo dico anche ai miei studenti/clienti, a loro faccio una testa tanto così sull’importanza di tenere aggiornato il blog, di starci dietro:”Almeno un articolo a settimana, mi raccomando!”. E invece sono la prima che abbandona il tutto per ben nove mesi, tanto quanto un parto a pensarci bene…D’Oh!

E no, non ho fatto altri figli nel frattempo ma ho lavorato senza sosta per aiutare più liberi professionisti/piccole medie imprese e start up possibili nella loro comunicazione digitale. 

“Non è una scusa…!” Mi sembra di sentirvi, maremma impestata!

Ma diciamo che posso permettermelo al momento di “trascurare” proprio la mia comunicazione sul blog. Perché? Guarda qui sotto:

Sì, ben 500 fatture in pochi mesi, hai visto bene. Un traguardo importante.

Molti clienti quando arrivano da me la prima volta si basano ancora sulle cosiddette “vanity metrics” per farmi comprendere quanto stiano o meno “bucando” il loro mercato. “Ho 6000 persone che seguono il mio gruppo su FB…” “Ho 1500/1700 like ai miei post su IG“…“Sono una influencer, ho 110mila follower su IG”

La mia domanda subito dopo è sempre la stessa: “Quanti di questi si sono trasformati in clienti paganti?!”
Segue sempre un minuto di imbarazzo dall’altra parte perché spesso un grande numero di seguito NON SERVE A NIENTE se non ti dà il pane. E tu, voi, volete guadagnarci dalla vostra notorietà, giusto?!

“Giusto!” Mi rispondono sempre.

Ecco, dimenticate la fiera delle vanità, come uso definirla. L’unica cosa essenziale è avere un prodotto/servizio di valore che spacchi e che vi dia la possibilità di fare soldi, sì, fare soldi.

Sono toscana, perdona la mia sincerità, non faccio mai giri di parole, vado sempre al punto a costo di sembrare eccessiva.

Non devi perdere tempo dietro metriche o dietro algoritmi che non puoi plasmare a tuo piacimento. Come del resto DEVI pretendere dalla rete di avere risposte, questo devi pretendere dagli esperti. E la mia risposta da consulente di Comunicazione persuasiva per te è questa: FATTURA!

Leggendo qua e là ho notato “la moda” tra le imprenditrici italiane (o aspiranti tali) di trovare una parola che ti accompagni per un anno solare di business. “Quest’anno la mia parola è AMORE…” scriveva una, “la mia è COMPASSIONE…” le faceva eco un’altra, “La mia CUORE…!” terminava un’altra ancora.

CAZZATE! La parola d’ordine è sempre la stessa a inizio anno, tesoro: FATTURARE, altro che sole, cuore, amore… con queste ultime tre parole si può al limite cantare una canzone, tu devi pensare a mangiare, a farti conoscere, a creare la tua autorevolezza e credibilità online. Ti dirò un segreto, spesso questa “parola” diventa una scusa per non lavorare e non raggiungere i propri obiettivi annuali, perché sotto sotto non ne hai…ma tant’è…

Come si fa a FATTURARE?

Tutto il resto è noia, è fuffa, è il non volere investire nel tuo futuro e non voler dare una svolta al tuo progetto. Se vuoi affossarti, libera di farlo, ma poi non lamentarti sui social (sport nazionale invero) perché non fatturi, appunto. Chissà perché…

Ti lascio con una intervista che ho rilasciato mesi fa ad un collega giornalista, segui il link e iscriviti al giornale gratuitamente per leggere l’intero articolo.

La mia intervista su UP Magazine con Francesco Caremani

In questa intervista oltre a parlare di me, racconto delle mie origini casentinesi da parte di babbo

Nicoletta Consumi: Successo svedese con radici casentinesi

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